Reti e valorizzazione territoriale in Piemonte: la sperimentazione dei Piani di Valorizzazione

I principali orientamenti di sviluppo territoriale adottati dalla Regione Piemonte nei propri documenti programmatici si caratterizzano per la forte attenzione posta sull'integrazione delle risorse locali, sul miglioramento della coesione sociale e sul potenziamento del tessuto produttivo attraverso la costruzione di reti verticali (all'interno della medesima filiera) e orizzontali (interconnessione tra filiere differenti).
In particolare, la traiettoria strategica che emerge con chiarezza dai diversi documenti consiste nell'incentivare gli operatori locali a costruire politiche di sviluppo condivise e a integrare le risorse economiche e le competenze disponibili: nell'attuale contesto di crisi, tuttavia, tale orientamento appare più una necessità che una indicazione di indirizzo.
Il patrimonio culturale - materiale e non - è considerato parte integrante di tali processi di sviluppo locale, come dimostrano i notevoli finanziamenti destinati alla sua valorizzazione attivati negli ultimi due periodi di programmazione comunitaria attraverso i Progetti Integrati d'Area (PIA) finanziati attraverso il DOCUP 2000-2006, i Piani Territoriali Integrati (PTI) previsti da quello attuale così come dai Piani Transfrontalieri Integrati, il programma Leader.
A fronte delle cospicue risorse economiche erogate, tuttavia, è sotto gli occhi di tutti che i risultati fin qui ottenuti sono stati molto scarsi. Indagini puntuali realizzate dall'OCP, ad esempio, hanno rilevato come nella maggioranza dei casi tali modalità di finanziamento abbiano incentivato la costituzione di coalizioni temporanee di operatori - costruite ad hoc per rispettare i requisiti richiesti dai bandi e dai programmi - che hanno dato vita, a loro volta, ai cosidetti "progetti contenitore", liste di interventi tra loro integrati solo sul piano teorico e formale ma, all'atto pratico, fortemente autoreferenziali e rispondenti ai fabbisogni particolari dei singoli proponenti.
Laddove, invece, il territorio già presentava una rete di operatori forte e coesa, proprio il finanziamento esterno ha rispettato gli obiettivi attesi, ovvero ha consentito un salto di qualità difficilmente perseguibile, altrimenti, con il solo ricorso alle economie locali.

Se nella teoria il ruolo dei partenariati locali nella realizzazione di processi di sviluppo territoriale è pienamente riconosciuto, nella pratica sono rare le iniziative appositamente studiate per sostenerli o per supportarne la nascita ed il rafforzamento.
Proprio a tale lacuna ha inteso rispondere la Direzione Regionale ai Beni Culturali, al Turismo e allo Sport, partendo dalle esigenze di alcuni operatori territoriali di "imparare" a fare rete ovvero di poter disporre di strumenti e competenze utili a guidarli nella costruzione di sinergie e di partenariati locali.
La risposta della Direzione non è stata di carattere finanziario ma ha puntato sull'attivazione di servizi di accompagnamento sul territorio, attraverso l'impiego di propri consulenti ed esperti in processi territoriali partecipati. Hanno, cosi, origine i Piani di Valorizzazione, presentanti lo scorso 21 maggio alla GAM, esperienze fortemente diverse tra loro ma accomunate dal carattere spontaneo della rete territoriale che li sostiene. Il riconoscimento dei Piani da parte della Regione si esprime prevalentemente in un supporto metodologico, senza intervenire sui contenuti e sulle proposte. A partire dal 2009, il servizio di accompagnamento è stato ulteriormente rafforzato attraverso l'organizzazione di una serie di workshop tematici caratterizzati da un taglio fortemente operativo e incentrati su tematiche rispondenti ai fabbisogni degli operatori coinvolti come: la valutazione dei costi e dei benefici, la costruzione di itinerari turistici, la comunicazione interna ed esterna, la gestione dei conflitti, etc.

Solo rafforzando le reti locali, un territorio può dotarsi degli strumenti adeguati per scegliere consapevolmente le proprie traiettorie di sviluppo e sfruttare efficacemente - senza subirle - le prossime nuove opportunità di finanziamento esterno. In tale prospettiva, i Piani di Valorizzazione si collocano come un'esperienza pilota unica sul territorio regionale.

La Redazione

 

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