LEM – Learning Museum

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Per stare al passo coi tempi e seguire i cambiamenti delle società, i musei non possono limitarsi a essere dei luoghi in cui si impara: devono essere sempre più istituzioni che imparano. Il gioco di parole riesce meglio in inglese, dove suona così: "To keep up with change, museums are not only expected to be learning places, but learning organisations themselves". E proprio questa frase si trova in apertura del sito del progetto LEM - Learning Museum: un progetto di rete aperta di istituzioni museali e culturali dedicate all'apprendimento degli adulti, una grande opportunità di formazione all'insegna della mobilità e del peer learning.

A raccontarlo meglio al Centro Risorse è Margherita Sani, dell'Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali dell'Emilia-Romagna, che coordina il progetto, finanziato dal programma Lifelong Learning per il triennio 2010-2013.

Musei che imparano: da chi, cosa e perchè?
Si impara dal pubblico, dalle "comunità" che lo compongono, dai diversi stakeholder, e soprattutto si impara dai colleghi di atri Paesi. Questo è uno dei temi chiave di LEM: lo scambio di esperienze tra musei internazionali, attraverso la creazione di una rete aperta di organizzazioni - museali e non - attive in vari Paesi europei, che consente lo scambio di conoscenze ed esperienze attraverso gruppi di lavoro ed esperienze di mobilità di qualche settimana (o addirittura mesi), per veder lavorare i colleghi stranieri, capire il funzionamento di un'altra organizzazione dal suo interno.

Cosa si impara dipende dalle conoscenze di ciascuno, ma nel progetto LEM nessuno si mette mai nel ruolo di "chi insegna" o "di chi impara": l'obiettivo è di avere una rete strutturata - e aperta - di organizzazioni, ciasLEM_gruppi-di-lavorocuno con le proprie esperienze e competenze, che consenta lo scambio reciproco. I musei partner del progetto si rendono disponibili a ospitare colleghi stranieri per un periodo di durata variabile (mediamente 2 settimane), ospitandoli e inserendoli anche nelle attività del museo. Certo ci sono musei che hanno grandi competenze, penso ad esempio al museo di Cap Science di Bordeaux che usa molto le nuove tecnologie per le attività didattiche e di marketing, e quindi può trasmettere questo tipo di competenze; ma ci sono altri musei che utilizzano le nuove tecnologie, solo in altro modo, per cui diventa interessante non tanto "insegnare" o "imparare" quanto "scambiare", confrontarsi.
Poi ci sono i gruppi di lavoro tematici, che approfondiscono cinque argomenti specifici: "Nuove tendenze per i musei del XXI secolo", "Musei e popolazione che invecchia", "Ricerca sul pubblico, stili di apprendimento e visitor relation management", "Musei come luoghi di apprendimento", e "Dialogo interculturale". Anche i gruppi di lavoro includono visite di studio presso le istituzioni della rete LEM.

Cosa si intende per rete "aperta"?
La rete di LEM è aperta ad accogliere in qualsiasi momento nuove organizzazioni che vogliono aggiungersi come partner associati. Non parliamo solo di musei: può trattarsi di un museo, una rete di musei, un'organizzazione culturale interessata all'educazione degli adulti, alle politiche culturali, all'audience development... la pagina "Become an associate partner" del sito di LEM fornisce tutte le istruzioni per unirsi alla rete, che ad oggi conta 36 istituzioni da 20 Paesi UE e dagli USA, ma continua a espandersi.

Quali sono i vantaggi per i partner associati?
I partner associati accedono a una serie di contenuti riservati pubblicati sul sito Internet di LEM, possono partecipare ai gruppi di lavoro tematici e agli scambi presso altre istituzioni, proprio come i partner di progetto che sono coinvolti sin dall'inizio. Questo è possibile perché la mobilità dei partecipanti a LEM è sempre finanziata, per tutti, dallo schema Grundtvig: gli operatori interessati - partner o associati - devono presentare di volta in volta domanda per un grant che copra le loro spese di viaggio.
Naturalmente, unirsi alla rete è gratuito, occorre fornire i propri dati, una dichiarazione e una presentazione dell'istituzione da pubblicare sul sito di LEM, come gli altri partner.

Si scrive peer learning, si legge mobilità?
Il peer learning è una risorsa fondamentale per i professionisti del settore museale (e non solo). LEM propone il peer learning grazie alle visite di studio presso i partner di progetto, che si rendono disponibili ad ospitare i colleghi, e grazie ai gruppi di lavoro tematici. La mobilità degli operatori museali è fondamentale per la crescita professionale e la condivisione di esperienze; in effetti LEM è anche l'occasione di sperimentare uno schema di mobilità per gli operatori dei musei europei, con l'utilizzo dello schema Grundtvig.
Si tratta di una mobilità molto qualificata, visto il profilo delle organizzazioni che ospitano; una mobilità che crediamo sia essenziale per sostenere il peer learning e lo scambio di esperienze a livello europeo. Peraltro, con l'aiuto di un valutatore esterno LEM sta valutando sia l'apprendimento all'interno della rete, sia gli aspetti quantitativi del progetto (visite al sito Web, iscrizioni alla newsletter, allargamento della rete in termini geografici...).

Quante visite di studio sono già state organizzate?
Ad oggi (dicembre 2011) si sono già svolte 3 visite di studio nell'ambito dei gruppi di lavoro tematici: 2 visite a Glasgow, sui temi del dialogo interculturale e dell'audience development, e una a Berlino, sul dialogo interculturale. I partecipanti ricoprono ruoli vari all'interno di musei, istituzioni o organizzazioni culturali: direttori di musei, responsabili della didattica o del marketing, direttori di associazioni museali...
Le altre esperienze di mobilità presso i partner della rete partiranno dal 2012. Intanto ci sono già stati vari eventi pubblici, conferenze, che sono aperte a tutti, non soltanto ai partner e associati. Questi sono riportati sul sito, insieme a materiali di approfondimento e risorse.

Già, il sito di LEM: una miniera di informazioni!
Il sito è molto ricco, in effetti, anche perché non pubblichiamo solo informazioni che arrivano dai partner: chiunque può proporci contributi e materiali da pubblicare, purché naturalmente siano coerenti coi temi di LEM. Crediamo che sia importante mettere a disposizione quanti più risorse e riferimenti possibili, non solo per gli operatori museali: penso ad esempio a uno studente che stia preparando una tesi su alcuni temi toccati da LEM, che già ora sul sito trova moltissimi riferimenti utili, materiali di lettura, progetti collegati, report di attività... il tutto in un orizzonte europeo, perché questo è l'orizzonte di LEM.
La newsletter di LEM fornisce aggiornamenti mensili, e per il numero di dicembre 2011 abbiamo previsto molti consigli di lettura...

..da non perdere!

Elena Di Federico - Centro Risorse Beni Culturali